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Popolamenti ittici

Il progetto

Fra le componenti biologiche che caratterizzano le Tegnue, la fauna ittica costituisce sicuramente un elemento importante, sia per la presenza di specie che trovano in questi fondali rocciosi, così rari in Alto Adriatico, il loro ambiente ottimale, sia per l'interesse economico che alcune di queste specie rivestono (foto 1 e 2).

Foto 1: sacchetto (Serranus hepatus), un piccolo serranide che trova nelle Tegnue il suo habitat ideale (foto: Raffaele Andreotti).

Foto 2: gruppo di corvine o "corvi" (Sciaena umbra), specie di valore commerciale (foto: Piero Mescalchin).


Il progetto di studio prevede un'analisi sia qualitativa che quantitativa del popolamento ittico. Dal punto di vista qualitativo si intende realizzare un elenco, quanto più completo possibile ed integrato negli anni, delle specie legate a questo particolare ambiente. Dal punto di vista quantitativo verranno stimate le abbondanze delle diverse specie nelle quattro aree che vanno a comporre la Zona di Tutela Biologica delle Tegnùe di Chioggia. Questi dati permetteranno di evidenziare eventuali differenze nella composizione delle comunità ittiche tra Tegnue vicine alla costa (Area 1) e Tegnùe più lontane (Aree 2, 3 e 4).


Inoltre, integrando questi dati con i rilevamenti geomorfologici e i risultati dei campionamenti degli invertebrati bentonici, sarà possibile confrontare la struttura delle comunità in relazione alle caratteristiche morfologiche e biologiche delle diverse Tegnùe. Allo scopo di valutare nel tempo gli effetti delle norme di protezione sulla fauna ittica, sono state inserite nello studio anche quattro aree esterne alla Zona di Tutela Biologica. Queste aree, denominate siti di controllo, presentano caratteristiche di profondità, dimensioni e distanza dalla costa simili a quelle delle aree della ZTB e sarà, quindi, possibile effettuare confronti diretti, nel tempo, delle abbondanze delle specie all'interno e all'esterno dell'area protetta.

I metodi

Il metodo di campionamento scelto per condurre lo studio è conosciuto con il nome di "visual census". Questo metodo consente una stima sia qualitativa che quantitativa del popolamento ittico senza arrecare alcun danno né all'ambiente né al popolamento e per questo motivo costituisce una tecnica ottimale per i campionamenti in aree protette. Si tratta di un censimento visivo effettuato in subacquea da operatori adeguatamente addestrati. Nel corso dell'immersione l'operatore, identifica, conta e stima la taglia di tutti gli individui incontrati all'interno di un'area (denominata "transetto") definita sia in lunghezza che in larghezza (foto 3). Al fine di adattare la tecnica all'ambiente di studio, sono state eseguite delle immersioni preliminari per definire numero e dimensioni ottimali dei transetti.

Foto 3: campionamento "visual census" (foto: Marco Costantini).

Primi risultati

Nel corso dei periodi estivo e autunnale del 2003 è stata effettuata la prima campagna di campionamento che prevedeva 6 siti d'indagine all'interno della ZTB e due siti di controllo per un totale di 30 campionamenti. Nella campagna del 2004 i campionamenti si sono concentrati tra giugno e ottobre e, rispetto all'anno precedente, sono stati aggiunti altri due siti in Area 1 e altri due controlli esterni per un totale di 12 siti e 72 campionamenti.

Nel corso delle due campagne sono state identificate 31 specie appartenenti a 14 famiglie. Fra i pesci bentonici, ovvero strettamente legati al fondale, le specie più abbondanti sono la bavosa cornuta (Parablennius tentacularis, foto 4) e la bavosa bianca (Parablennius rouxi, foto 5).

Foto 4: bavosa cornuta (Parablennius tentacularis) (foto: Raffaele Andreotti).

Foto 5: bavosa bianca (Parablennius rouxi) (foto: Raffaele Andreotti).


Fra i pesci pelagici, ovvero quelli che vivono muovendosi liberamente nella colonna d'acqua, le specie più rappresentate sono la castagnola (Chromis chromis), i merluzzetti (Trisopterus minutus, foto 6) e le boghe (Boops boops), spesso presenti in banchi anche molto numerosi. 

Foto 6: banco di merluzzetti (Trisopterus minutus) (foto: Piero Mescalchin).


Fra i pesci necto-bentonici, ovvero quelli che non sono strettamente bentonici ma vivono in prossimità del fondo, la specie più frequente è il sacchetto (Serranus hepatus, vedi foto 1). 

Altre specie che vengono frequentemente osservate nelle Tegnùe sono i gronghi (Conger conger, foto 7) e tre diverse specie di scorfani (Scorpaena notata, S. porcus e S. scrofa, foto 8).

Foto 7: un grongo (Conger conger) che si sporge appena dall'interno della tana (foto: Piero Mescalchin). 

Foto 8: uno scorfano (Scorpaena sp.) (foto: Raffaele Andreotti).

Infine un'altra specie facilmente osservabile alle Tegnùe sono le corvine(Sciaena umbra, vedi foto 2). Quest'ultime, in particolare, sono sicuramente una specie di interesse per la pesca. La valutazione delle variazioni di abbondanza e/o taglia di questa specie all'interno della ZTB, nel tempo, rispetto alle aree esterne può costituire un buon indicatore dell'efficacia delle norme di protezione.

Questi primi risultati sono stati possibili grazie alla disponibilità e al prezioso aiuto di Marco e Antonella Costantini, Piero Mescalchin e Alfredo Guerra.

 

Approfondimenti

Cenci, E., Mazzoldi, C. (2005) Le Tegnue di Chioggia: un'analisi qualitativa e quantitativa della fauna ittica. 224. In: Riassunti del 36° Congresso nazionale della Società Italiana di Biologia Marina. Trieste. SIBM 324 pp. (Riassunto) (Poster)

 

 
   
 
 
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